Notes et éclaircissements
Note XIX, page 253
Texte issu de la reconnaissance optique du fac-similé de Garnier Frères (texte de 1828), non relu : des erreurs de lecture subsistent. Chaque numéro de page ouvre la page scannée, pour vérifier une lecture. Voir le fac-similé.
Le Dante a répandu quelques beaux traits dans son Purgatoire, mais son imagination, si féconde dans les tourments de l'Enfer, n'a plus la même abondance quand il faut peindre des peines mêlées de quelques joies. Cependant cette aurore qu'il trouve au sortir du Tartare, cette lumière qu'il voit passer rapidement sur la mer, ont du vague et de la fraîcheur .
Dolce color d' oriental zaffiro,
Che s'accoglieva nel sereno aspetto
Dell' aer puro infino al primo giro,
Agli occhi miei ricominciò diletto
Tosto ch' io usci' fuor dell' aura morta
Che m' avea contristati gli occhi e l petto.
Lo bel pianeta ch' ad amar conforta Faceva tutto rider l'oriente, Velando i pesci ch' erano in sua scorta. Io mi volsi a man destra e posi mento All' altro polo, e vidi quattro stelle Non viste mai fuor ch' alla prima gente. Goder pareva 'l ciel di lor fiammelle. O settentrional vedovo sito, Poi che privato se' di mirar quelle! Com' io da loro sguardo fui partito, Un poco me volgendo all' altro polo, Là onde 'l Carro già era sparito; Vidi presso di me un veglio solo Degno di tanta reverenza in vista, Che più non dee a padre alcun figliuolo. Lunga la barba e di pel bianco mista Portava a' suoi capegli simigliante De' quai cadeva al petto doppia lista. Li raggi delle quattro luci santé Fregiavan si la sua faccia di lume Ch'io "l vedea come "I sol fosse davante.
• . . . Venimmo poi in sul lito diserto Che mai non vide navicar sue acque Uom che di ritornar sia poscia sperto.
Già era il sole all' orizzonte giunto, Lo cui meridian cerchio coverchia Gerusalem col suo più alto punto; E la notte, ch' opposite a lui cerchia Uscia di Gange fuor con le bilance Che le caggion di man quando soverchia Si che le bianche e le vermiglie guance, La, dov' io era, della bella Aurora Per troppa etade divenivan rance.
Noi eravam lunghesso 'l mare ancora. Come gente che pensa a suo cammino, Che va col cuore e col corpo dimora a
Ed ecco, qual su 1 presso del mattino
Per li grossi vapor Marte rosseggia
Giù nel ponente sopra 'l suol marino,
Cotai m' apparve, s'io ancor lo veggia,
Un lume per lo mar venir si ratto
Che 'l muover suo nessun volar pareggia;
Dal qual com' io un poco ebbi ritratto
L'occhio per dimandar lo duca mio,
Rividil più lucente e maggior fatto.
(Purgatorio di DANTE, canto Î e II.)